Dopo il viaggio evocato dalla stagione dei “Naviganti”, il Teatro Carlo Felice di Genova sceglie per il 2026-2027 una nuova parola chiave capace di raccontarne identità, ambizioni e visione: Approdi. Un tema profondamente legato alla storia della città e alla sua vocazione marittima, ma anche una metafora culturale che descrive il teatro come luogo di incontro, scoperta, dialogo e trasformazione.
Se la stagione precedente aveva immaginato il Carlo Felice come una nave in movimento tra tradizione e innovazione, il nuovo cartellone individua i luoghi in cui quel viaggio prende forma:
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Il grande repertorio operistico
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La danza e il musical
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La musica sinfonica
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I progetti per il territorio e l’apertura verso pubblici sempre più ampi e diversificati
La stagione 2026-2027 conferma infatti la linea artistica intrapresa negli ultimi anni, consolidando il rapporto con la città e rafforzando il ruolo del Carlo Felice come una delle principali istituzioni culturali italiane. Una programmazione costruita con equilibrio tra titoli popolari e opere meno frequentate, tra grandi allestimenti internazionali e produzioni proprie, tra valorizzazione della tradizione e attenzione al presente.
Il grande repertorio operistico tra capolavori e riscoperte
Al centro della stagione resta naturalmente l’opera, con sette titoli che attraversano quasi un secolo e mezzo di storia del teatro musicale europeo.
L’apertura è affidata a Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, in scena dal 16 ottobre 2026. Capolavoro assoluto della trilogia Mozart-Da Ponte, l’opera rappresenta una riflessione modernissima sui rapporti sociali, sul potere e sulle dinamiche umane, raccontati attraverso una straordinaria macchina teatrale in cui comicità, malinconia e profondità psicologica convivono in perfetto equilibrio. L’allestimento del Teatro Regio di Torino, firmato da Emilio Sagi, vedrà sul podio Jordi Bernàcer e un cast di specialisti mozartiani guidato da Roberto de Candia, Christian Senn, Carmela Remigio e Vito Priante.
A novembre sarà la volta di I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, titolo assente da Genova da quasi vent’anni. La celebre vicenda di Romeo e Giulietta rivive attraverso una delle partiture più poetiche e raffinate del repertorio belcantistico, affidata alla direzione di Renato Palumbo e interpretata da tre protagonisti di assoluto prestigio internazionale: Jessica Pratt, Annalisa Stroppa e Antonino Siragusa.
Il nuovo anno si aprirà con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, autentico manifesto del verismo musicale italiano. In questo dramma di passioni estreme e confini sfumati tra realtà e finzione teatrale, il pubblico ritroverà tutta la forza emotiva di un capolavoro che continua a parlare con sorprendente attualità al pubblico contemporaneo.
Febbraio segnerà il ritorno, dopo trent’anni di assenza, de L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini. Oltre al fascino irresistibile della partitura rossiniana, il titolo rappresenta anche un omaggio a Genova grazie alle storiche scene di Emanuele Luzzati, artista che più di ogni altro ha saputo tradurre in immagini il mondo fantastico del teatro musicale. Sul palcoscenico spicca il ritorno di Daniela Barcellona, interprete di riferimento del repertorio rossiniano.
A marzo il Carlo Felice accoglierà uno dei titoli più amati dal pubblico di tutto il mondo: Turandot di Giacomo Puccini. La produzione, caratterizzata da atmosfere sospese e suggestioni orientali, sarà diretta da Donato Renzetti, che ha scelto di proporre la versiona originale pucciniana interrotta alla morte di Liù. Nel ruolo della principessa di ghiaccio si alterneranno Olga Maslova ed Eunhee Maggio.
Il cartellone proseguirà con Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij, capolavoro del teatro musicale russo tratto dal poema di Puškin. Assente da quasi dieci anni, il titolo tornerà in scena in una produzione dell’Astana Opera con la regia di Davide Livermore, artista genovese tra i più apprezzati a livello internazionale.
A chiudere il percorso operistico sarà Nabucco di Giuseppe Verdi, che torna al Carlo Felice in un nuovo allestimento coprodotto con il Teatro Regio di Parma e il Teatro Comunale di Bologna. Firmata da Pier Luigi Pizzi, la produzione rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della stagione, riportando in scena il titolo che consacrò il giovane Verdi e che ancora oggi conserva intatta la sua forza drammatica e simbolica.
Il musical come ponte verso nuovi pubblici
La volontà di dialogare con pubblici diversi trova espressione anche nella presenza di un grande musical internazionale. Dal 17 al 20 giugno 2027 il sipario si alzerà su The Phantom of the Opera di Andrew Lloyd Webber, uno dei maggiori successi della storia del teatro musicale.
L’allestimento diretto da Federico Bellone porterà a Genova una produzione di alto livello internazionale,ベルト confermando la scelta del Carlo Felice di aprirsi a linguaggi differenti senza rinunciare alla qualità artistica. Un approdo significativo che testimonia come il teatro musicale possa oggi parlare a generazioni e sensibilità diverse, ampliando ulteriormente la propria comunità di spettatori.
La danza protagonista
Tra le novità più rilevanti della stagione figura il rafforzamento dell’offerta dedicata alla danza, che conquista uno spazio sempre più centrale nella programmazione del teatro.
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Dicembre: Sarà interamente dedicato al grande balletto classico con due produzioni dell’Astana Opera: Lo schiaccianoci, immancabile appuntamento natalizio, e Giselle, vertice del romanticismo coreutico ottocentesco.
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Gennaio: Sarà invece la Fondazione Arena di Verona a portare in scena Il lago dei cigni, probabilmente il balletto più celebre del repertorio mondiale, simbolo stesso della tradizione classica.
Accanto ai grandi titoli, il cartellone propone anche percorsi contemporanei. Il progetto Deledda. Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa intreccia danza, teatro e musica italiana in un omaggio alla scrittrice premio Nobel Grazia Deledda, mentre la Sergio Bernal Dance Company porterà a Genova una proposta che fonde flamenco, danza contemporanea e repertorio sinfonico in una spettacolare sintesi di tradizione e innovazione.
Una stagione concertistica sempre più ricca
Con tredici appuntamenti, la stagione sinfonica amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione e conferma la centralità dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice nella vita musicale cittadina.
Particolare rilievo assumono le celebrazioni dedicate a Niccolò Paganini, figura imprescindibile per la storia culturale di Genova, con due concerti affidati a violinisti di fama internazionale e vincitori del celebre concorso a lui intitolato.
Il cuore della programmazione sarà però rappresentato dal ciclo Beethoven 200, cinque concerti pensati per celebrare il bicentenario della morte del compositore tedesco. Un percorso che attraverserà alcune delle pagine più significative del catalogo beethoveniano, coinvolgendo artisti come Uri Caine, Sergej Krylov, Roberto Abbado e Maurizio Baglini.
Accanto al repertorio sinfonico troveranno spazio appuntamenti dedicati alle festività, come il Concerto di Natale e il Concerto di Capodanno, eventi speciali come il concerto di Halloween e grandi pagine corali come il Requiem di Verdi diretto da Marco Armiliato con Francesco Meli e Michele Pertusi tra i protagonisti.
San Francesco, Genova e il dialogo con il territorio
Uno dei progetti più significativi della stagione è dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Attraverso il ciclo In cammino con Francesco e la nuova versione di Transitus. Il cielo di Francesco del compositore in residenza Cristian Carrara, il Carlo Felice porterà la musica fuori dal teatro, nelle chiese francescane della Liguria e nei luoghi della spiritualità cittadina.
Si tratta di un progetto che interpreta in modo esemplare il senso stesso degli “Approdi”: la musica che esce dai confini della sala teatrale per incontrare il territorio, la comunità e la storia culturale della città.
Un teatro aperto, accessibile e in movimento
Dietro il cartellone artistico emerge una visione più ampia del ruolo che il Teatro Carlo Felice intende svolgere nella vita culturale genovese. I progetti educativi, l’Accademia, le iniziative dedicate all’accessibilità, il coinvolgimento delle scuole, il lavoro con il territorio e il rafforzamento delle collaborazioni istituzionali delineano un teatro che non si limita a produrre spettacoli, ma si propone come luogo di partecipazione e crescita collettiva.
In questa prospettiva, il tema degli “Approdi” assume un significato che va oltre la programmazione artistica. Gli approdi sono i luoghi in cui percorsi diversi si incontrano, dove il viaggio trova un senso e da cui possono nascere nuove partenze. È l’immagine di un teatro che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, capace di tenere insieme eccellenza artistica, responsabilità culturale e apertura alla città.
La stagione 2026-2027 si presenta così come un invito a condividere un’esperienza comune: quella di un grande teatro che continua a essere, nel cuore di Genova, uno dei suoi approdi più vitali e significativi.