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Teatro Regio di Torino: Presentazione stagione 2026/2027

  • Teatro Regio di Torino Presentazione stagione 2026-2027- Cristiano Sandri

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FATALE
Il Teatro Regio di Torino presenta la stagione 2026/2027 tra destino, vertigine e rinascita

Nel foyer del Toro del Teatro Regio di Torino la nuova stagione lirica 2026/2027 non è stata semplicemente annunciata: è stata evocata. Un’atmosfera quasi cinematografica, sospesa tra bianco e nero, memoria e presagio, ha accompagnato la conferenza stampa che ha svelato “Fatale”, il nuovo cartellone ideato dal direttore artistico Cristiano Sandri e dal direttore musicale Andrea Battistoni. Due figure al loro esordio nei rispettivi incarichi in una stagione costruita come un manifesto estetico e identitario.
Fatale” all’italiana, cioè inevitabile, segnato dal destino. Ma anche “Fatàle”, nella suggestione francese che richiama il fascino magnetico, seduttivo e distruttivo delle grandi passioni. È proprio su questa doppia accezione che il Regio costruisce una stagione immersiva, ambiziosa e profondamente teatrale, dove eros e morte, amore e rovina, libertà e predestinazione convivono in un unico respiro artistico.
La conferenza stampa, introdotta dal sindaco e presidente Stefano Lo Russo insieme al sovrintendente Mathieu Jouvin, ha avuto il tono delle grandi occasioni. Jouvin, sempre più figura centrale nella nuova fase del Regio, ha sottolineato la volontà del teatro di consolidare il proprio profilo internazionale mantenendo forte il legame con la città e con il pubblico torinese. Più che una semplice presentazione di titoli, è sembrata la dichiarazione programmatica di un teatro deciso a ridefinire la propria identità europea.
Cristiano Sandri ha mostrato una linea curatoriale chiara e coraggiosa: alternare repertorio e rarità, grandi nomi e nuovi talenti, allestimenti monumentali e sperimentazioni cameristiche. La sua idea di teatro emerge nella costruzione di un cartellone che non rincorre il consenso ma cerca il dialogo con il pubblico, mettendo al centro la forza drammatica dell’opera.
Accanto a lui, Andrea Battistoni appare sempre più il motore musicale del Regio. Energico, visionario, coinvolgente nella comunicazione come sul podio, il direttore musicale imprime alla stagione un’identità sonora compatta, soprattutto attraverso il grande “Progetto Verismo”, vera colonna vertebrale del cartellone. Battistoni guiderà infatti l’intero ciclo inaugurale composto da “Cavalleria rusticana”, “Pagliacci”, “La bohème” di Leoncavallo e “Iris”, in una sfida produttiva imponente che trasformerà il teatro in un laboratorio creativo per oltre un mese.
L’inaugurazione del 15 ottobre 2026 sarà affidata al dittico “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”, pietre miliari del verismo italiano, cui seguiranno due titoli rarissimi e preziosi: “La bohème” di Ruggero Leoncavallo e “Iris” di Pietro Mascagni. Un’operazione culturale di grande intelligenza, che prova a rileggere il verismo non come museo della tradizione, ma come linguaggio contemporaneo, feroce e umano.
Tra gli aspetti più significativi emersi durante la conferenza stampa c’è stato anche il nuovo corso dei complessi artistici del teatro. Battistoni ha accolto ufficialmente Gea Garatti Ansini, nuova direttrice del Coro del Teatro Regio, sottolineandone sensibilità musicale e rigore interpretativo. La presenza del coro sarà centrale in moltissimi titoli della stagione, a conferma di un lavoro sempre più approfondito sul suono collettivo.
Continua inoltre il prezioso lavoro del Coro di voci bianche del Regio, guidato da Claudio Fenoglio, autentica eccellenza educativa e musicale del teatro torinese. La valorizzazione delle voci giovanili è apparsa non come elemento accessorio ma come parte integrante della progettualità artistica del Regio.
Il cartellone della stagione 2026/2027 è vastissimo e attraversa epoche, linguaggi e sensibilità differenti. Dopo il ciclo verista arriveranno “Salome” di Richard Strauss, affidata alla regia di Kornél Mundruczó, “Edgar” di Puccini, “La traviata”, una nuova “Carmen”, “Evgenij Onegin” di Čajkovskij e altri titoli capaci di costruire un percorso drammaturgico coerente intorno al tema del destino. Piccolo cameo sarà anche “Juditha Triumphans” di Vivaldi in forma di oratorio.
Il Piccolo Regio avrà un ruolo sempre più importante come spazio di sperimentazione e vicinanza al pubblico. Qui troveranno spazio “La Tragédie de Carmen”, rilettura essenziale e folgorante del capolavoro di Bizet secondo Peter Brook, e “La bohème, il primo amore”, nuova creazione pensata come racconto di formazione contemporaneo.
Anche la danza occupa un posto centrale nella nuova stagione. Il ritorno di Roberto Bolle & Friends, il debutto del Tokyo Ballet con un programma che unisce Debussy, Béjart e il repertorio classico, oltre allo “Schiaccianoci” del Balletto dell’Opera di Tbilisi, confermano la volontà del Regio di trasformarsi sempre più in una casa internazionale delle arti performative.
L’impressione generale emersa dalla conferenza è quella di un teatro in piena trasformazione. Non più soltanto custode di tradizione, ma organismo vivo, capace di rischiare e di costruire visioni.
Particolarmente efficace è stata la scelta comunicativa della campagna fotografica firmata da Valentina Gaido e dei video di Elena Griggio: immagini dense di contrasti, ombre e simboli, perfettamente coerenti con il concetto di “Fatale”. Un’identità visiva forte, rara oggi nel panorama lirico italiano.
Quello che colpisce maggiormente della stagione 2026/2027 del Teatro Regio è la coerenza. Ogni titolo, ogni regia, ogni scelta musicale sembra parte di un unico racconto. Non esiste il titolo riempitivo o la semplice operazione di repertorio: tutto converge verso una riflessione sul desiderio umano di sfidare il destino.
In questo senso “Fatale” è molto più di uno slogan. È una dichiarazione poetica.
E forse il vero significato della conferenza stampa è stato proprio questo: mostrare un teatro che non vuole limitarsi a programmare spettacoli, ma desidera costruire immaginario, identità e futuro.

Tutti i titoli della stagione 2026/2027

Cavalleria rusticana
Pagliacci
La bohème (Ruggero Leoncavallo)
Iris
Roberto Bolle & Friends
Tokyo Ballet
Lo Schiaccianoci
Edgar
Juditha Triumphans
La traviata
La Tragédie de Carmen
Salome
La bohème, il primo amore
Carmen
Evgenij Onegin

Una stagione che promette di lasciare il segno non soltanto per la qualità artistica, ma per la forza di una visione condivisa. Fatale, inevitabilmente. Fatàle, irresistibilmente.

Dante Muro

COLLABORATORE DI OPERA MUNDUS APS ETS - Team Recensioni | Critiche

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