Nello stesso momento in cui l’Arena di Verona si preparava alla cerimonia finale dei giochi olimpici 2026, il Teatro Comunale Mario Del Monaco metteva in scena il settecentesco melodramma del Prete Rosso, Antonio Vivaldi, tratto dal libretto di Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi, Pietro Metastasio, L’Olimpiade.
L’opera che vede la sua prima esecuzione al Teatro Sant’Angelo di Venezia nel 1734, è oggi a Treviso, un ambizioso e visionario lavoro del Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto, capofila del progetto formativo e di ricerca PNRR Musical Theatre and New Technologies:Toward a New Paradigm in Opera Studies and Performance” (INTAFAM00032), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quale risultato di settimane di lavoro e approfondimento musicale di questa perla barocca ricca di arie coll’estetico da capo musicale vocale e strumentale che articola e caratterizza l’opera di quel periodo.
13 giovani cantanti provenienti da 7 Paesi diversi e un’orchestra di 25 elementi formata dai migliori allievi degli istituti musicali europei integrano il punto fermo e di riferimento concertistico barocco dell’ensemble Sonatori De La Gioiosa Marca diretti dal Maestro Francesco Fanna impreziosita negli strumenti da un pregevole cembalo e da un arciliuto ed una tiorba nell’esecuzione del musicista Giancarlo Rado.
La produzione in partnership con l’Accademia nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, l’Accademia Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini, l’Accademia Teatro alla Scala di Milano e la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze vede la regia di Fabio Condemi con scene e costumi di Daniele Spanò.
E’ Gemma Bertagnolli che ha preparato gli allievi e le loro voci sono armoniose, gradevoli e rendono piacevole e facile l’ascolto di quest’opera che raramente si ha l’occasione di ascoltare e che possiede una trama strutturata in modo così intricato che talvolta ne impedisce l’approccio.
La resa invece risulta ricca di tinte, la melodia unita alla poesia è fluida, belle le agilità, delicate le morbidezze, accurate linee di canto ed il fraseggio preciso accompagna lo spettatore nei meandri di questa vicenda che vede intrecciarsi nell’antica Grecia: un re, Clistene, con due figli gemelli, uno (Filinto) ripudiato per anatema d’Oracolo e allevato di nascosto dal re di Creta col nome di Licida, l’altra (Aristea) tenuta con lui a Scicione ed amante in segreto di Megacle amico intimo di Licida. A Creta c’è anche una dama cretese (Argene) che ama Licida e per sentirsi libera nel suo amore osteggiato dal padre, si traveste da pastorella (Licori) e va a vivere tra i boschi.
Tutto potrebbe anche filare così, ma arrivano i giochi olimpici a rompere questo precario equilibrio. Il re Clistene che viene nominato a presiedere i giochi e la sua parola è legge inappellabile, decide che all’atleta vincitore della competizione sarà data in sposa la figlia Aristea. E qui scoppia il dramma in pagina di pandemonio: Megacle che atleta non è, si scambia il ruolo partecipativo alla disputa sportiva con Licida che vince ma che scatena la disperazione sia di Argena che pensa di aver perduto l’amato, sia di Aristea che ha ceduto il suo cuore a Megacle e non intende sposare Licida (che poi sarebbe il fratello Filinto).
Nel pandemonio finale che ne scaturisce, l’arcano è svelato: il servo Alcandro rivela la cessione di Filinto al re di Creta, Megacle ammette lo scambio di ruoli, Clistene – ritrovato il figlio perduto – è nel frattempo decaduto dal presiedere i giochi olimpici e quindi esentato dall’imporre sanzioni cruente all’inganno.
Vissero tutti felici e contenti?
Elena Filini, che al Ridotto del Teatro ha guidato in Oltre la Scena la lettura critica dello spettacolo e gli spettatori che hanno calorosamente applaudito tutti gli artisti e musicisti, dicono di sì.
Cast
- Clistene Stefan Andelkovic (21 febbraio), Niccolò Porcedda (22 febbraio)
- Aristea Svitlana Melnyk (21 febbraio), Sofya Yuneeva (22 febbraio)
- Argene Eleonora Filipponi (21 febbraio), Anna Mondini (22 febbraio)
- Megacle Celeste Ingrand (21 febbraio), Maria Tortorelli (22 febbraio)
- Licida Ian Sabourin (21 febbraio), Ilaria Scano (22 febbraio)
- Aminta Gaja Pellizzari
- Alcandro Masashi Tomosugi