Se le impressioni raccolte alla prima rappresentazione sull’allestimento scenico del nuovo Nabucco firmato da Federico Grazzini restano pressoché invariate, le prestazioni dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro Lirico di Modena ci sembrano in crescendo, addirittura superiori a quelle della prima. Superata l’ansia da debutto, è un piacere ascoltare un Nabucco così ben suonato e cantato dalle maestranze, dirette da Massimo Zanetti.
La seconda recita vedeva impegnato un secondo cast nei tre ruoli principali dell’opera, ormai un lusso per i teatri di tradizione. Zaccaria era Ramaz Chikviladze. Il basso georgiano, già dalle prime battute del primo quadro, convince per interpretazione e per la cura della linea musicale. Accanto all’ottimo fraseggio, sfoggia una voce pastosa che riempie la sala, restituendo quella sacralità necessaria a tratteggiare la figura del profeta.
Svetlana Kasian, nei panni di Abigaille, offre una discreta prestazione vocale. Se i centri sono pieni e i passaggi belcantistici risolti con intelligenza, il registro acuto, pur squillante, appare un po’ forzato. Bellissimo il registro grave, che, sebbene scurito artificialmente, risulta molto sinuoso e magnetico. Un appunto va fatto all’interpretazione dell’inizio del secondo quadro: lo svelamento del fatal scritto è cantato bene, ma passa via senza particolare enfasi, nonostante sia lo snodo drammaturgico su cui si fonda l’opera.
Convince meno Alexey Zelenkov nel ruolo di Nabucco. La voce è corposa e ampia, con un registro medio-grave ben saldo; tuttavia, negli acuti la stabilità viene meno e in più occasioni – specie nel quarto quadro – il baritono ha avuto problemi di intonazione e nella gestione dei fiati. Compensa però con una resa scenica credibile e autorevole.
Per quanto riguarda i restanti membri del cast, le rispettive prestazioni della seconda recita confermano le impressioni già avute alla prima.
Il teatro, piuttosto gremito considerando che si trattava di una recita fuori abbonamento, ha tributato applausi al cast e alle maestranze, con punte di entusiasmo per Kasian e Chikviladze e qualche sporadico dissenso proveniente dal loggione nei confronti di Zelenkov.