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Modena, Teatro Comunale: Pinocchio, storia di un burattino

  • Modena, Teatro Comunale Pinocchio, storia di un burattino - ph Andrea Simi - recensione Opera Mundus

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In un sistema teatrale sempre più basato sul repertorio, vi è un filone di grande successo e in espansione, quello dell’opera lirica per bambini e per ragazzi. Definire queste opere liriche per bambini è piuttosto riduttivo, poiché, pur essendo di una durata limitata e con trame adatte a giovani spettatori, sono ricche di motivi di interessi e stimoli.  In queste opere, infatti, viene trovato un punto di equilibrio fra sperimentazione, ricerca e tradizione, diventando prodotti culturalmente originali e autonomi.

Non è un caso che, nonostante siano sempre meno le nuove commissioni e le opere contemporanee nelle sale teatrali italiane, le opere composte per bambini e ragazzi ottengano grande successo, e alcune di esse siano de facto entrate in repertorio. Pensiamo ad Acquaprofonda e a Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio di Giovanni Sollima, a Il Piccolo Principe  e Alice in Wonderland di Pierangelo Valtinoni e ad Anna A. di Silvia Colasanti .

Fra queste rientra a pieno titolo Pinocchio, storia di un burattino di Aldo Tarabella, che dal 2021 ad oggi è stato rappresentato in Korea, nei teatri toscani, veneti ed emiliano-romagnoli, sbarcando al Teatro Comunale di Modena in questo dicembre 2025.

Se l’ipotesto è ovviamente il romanzo di Carlo Collodi, perfetto per una giovane platea, vi sono molti altri elementi che sorprendono e che risultano non scontati all’interno di un’opera lirica per ragazzi. In primis la struttura e la durata corposa, costituita da due atti autonomi, di una durata complessiva di un’ora e mezza. Inoltre, la musica non è la classica colonna sonora ma si tratta di una partitura impegnata tra atonalità, echi dodecafonici, rimandi jazz e da cafè chantant e squarci melodici. In ultimo un libretto, firmato dal compianto Valerio Valoriani, con un italiano impegnato e termini aulici, oltre ad un delizio coro in latino all’inizio del secondo atto affidato alle voci bianche. Insomma, si tratta di un prodotto alto rivolto trasversalmente ad ogni età e che non considera i bambini come dei minus habentes.

L’allestimento del Teatro del Giglio di Lucca, firmato dallo stesso Tarabella alla regia e da Enrico Musenich alle scene e costumi è molto bello. Nel corso dei due atti si susseguono diverse tele dipinte, figlie della migliore tradizione teatrale italiana, ed elementi scenici che restituiscono fedelmente le varie ambientazioni del romanzo, dal circo, alla casa di Geppetto alla pancia della balena. La recitazione curata e attenta arricchisce e restituisce in toto la vicenda. Riuscita la scena notturna dell’impiccagione di Pinocchio da parte del gatto e la volpe travestiti, che, tra alberi di cartapesta, tele dipinte e musica atonale, sembra quanto più vicino ad un Wozzeck per bambini.

Nonostante l’amplificazione, cercheremo di tratteggiare un quadro più completo possibile sulla compagnia di canto.

La parte di Pinocchio, affidato ad un soprano en travestì, è stata sostenuta da Federica Raja, chiamata all’ultimo a sostenere il ruolo, data l’indisposizione della titolare del ruolo, Eleonora Boaretto. La Raja sfoggia una voce piena con acuti sicuri e abilità nel canto di conversazione. Completamente comprensibile qualche imprecisione testuale qua e là, data la situazione.

Corrette ed affiatate quali Gatto e la Volpe, rispettivamente Antonia Fino e Consuelo Gilardoni, specie nei pregevoli fugati e terzetti con Pinocchio, nonostante qualche acuto non sempre a fuoco. La Fata Turchina di Silvia Lee mette in luce un bel timbro corposo e smaltato, accompagnato da una recitazione pregevole. Corrette la prove del Grillo Parlante/ Lucignolo di Andrea De Luca, nonostante un timbro non sempre splendente, e di Geppetto/Melampo, Clemente Antonio Daliotti. Il Mastro Ciliegia/Mangiafuoco/Domatore del circo Piero Terranova emerge per una voce rotonda e scura.

Lorenzio Biagi, che aveva già diretto l’opera a Lucca, riesce a tenere le fila di buca e palcoscenico senza il minimo scollamento, restituendo sempre con brillantezza le pagine dell’opera e trovando ottima sintonia con la Filarmonica del Teatro Comunale di Modena, che, come di consueto, si distingue per il suono curato ed amalgamato e la cura nei dettagli.

Eccellente il Coro di Voci Bianche del Teatro Comunale di Modena, tanto nel canto, istruito da Paolo Gattolin, nonostante i tanti interventi in cui era impegnato, che nella recitazione, curata e partecipe.

Alla fine applausi per tutti da una sala piena da grandi e piccini, che speriamo diventare gli spettatori di domani.

PINOCCHIO, Storia di un burattino | 14 dicembre 2025 | Teatro Comunale di Modena

Opera in due atti

Musica di Aldo Tarabella

Libretto di Valerio Valoriani

CAST

Pinocchio Federica Raja
Geppetto/Melampo Clemente Antonio Daliotti
Mastro Ciliegia/Mangiafuoco/Domatore del circo Piero Terranova
Grillo parlante/Lucignolo Andrea De Luca
Gatto Antonia Fino
Volpe Consuelo Gilardoni
Fata Silvia Lee

Direttore Lorenzo Biagi
Regia Aldo Tarabella
Costumi e scene Enrico Musenich
Luci Andrea Ricci
Coreografie Monica Bocci, Silvia Contenti, Giulia Pugnaghi

Filarmonica del Teatro Comunale di Modena
Voci bianche del Teatro Comunale di Modena
Maestro delle Voci bianche Paolo Gattolin

Allestimento Azienda Teatro del Giglio di Lucca

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Eugenio Poli

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