Opera Mundus

Teatro Coccia di Novara: Macbeth (cast alternativo)

  • Teatro Coccia di Novara Macbeth (cast alternativo) - ph Mario Finotti - recensione Opera Mundus

Tua Pubblicità in primo piano, è come
una grande opera - CONTATTACI

Il Teatro Coccia inaugura la sua Stagione Lirica 2026 con un titolo che è insieme manifesto e sfida. Quel Macbeth verdiano nella seconda e più matura versione francese del 1865, ricca di raffinamenti orchestrali e tensioni drammaturgiche, che lo stesso compositore ritenne forma compiuta e definitiva della sua travolgente versione della tragedia shakespeariana. Una scelta importante, che ambisce a coniugare rigore filologico e accessibilità, proiettando il cartellone novarese su un piano di interesse sempre maggiore nel panorama nazionale.

A fronte di una scelta audace nel selezionare questa particolare edizione dell’opera, più timido è l’approccio dell’allestimento ideato da Daniele Piscopo, che sceglie consapevolmente di non imprimere riletture fantasiose né forzature registiche, optando per una lettura rispettosa che si limita a illustrare quanto già insito nella partitura e nel libretto. Regia, scene e costumi (tutti a sua firma) non si pongono particolari obiettivi di originalità, preferendo agire in punta di piedi, come supporto discreto e non invadente.

Tuttavia, il carattere illustrativo dell’impianto risulta poco incisivo: le ambientazioni sono statiche, non particolarmente appaganti all’occhio, e il disegno luci di Ivan Pastrovicchio non aiuta a conferire profondità o suggestione. Anche l’inserimento di animazioni, piuttosto macchinose e poco accattivanti, non offre un reale valore aggiunto né introduce quel dinamismo che la ridondanza della scena richiederebbe.

Nella totale neutralità decorativa rimane il merito di lasciare spazio alla magnificenza della partitura verdiana, che può così emergere nella sua potenza drammaturgica senza distrazioni, con piena libertà espressiva.

E proprio dal podio arriva la vera scossa. Jordi Bernàcer dirige con mano sicura e profondità d’intenzione, offrendo una lettura cruda e vibrante, densa di contrasti ma sempre ben calibrata. Il suono dell’Orchestra Filarmonica Italiana si fa materia cangiante: dal turbinio sonoro che rappresenta la voluttà del potere alle rarefazioni ovattate del soprannaturale, tutto è governato da un’intelligenza timbrica che trasfigura il flusso sonoro in racconto. Le dinamiche si trasformano progressivamente con agogica precisa, i silenzi diventano tensione trattenuta, i sussurri orchestrali svelano strati profondi di dolore e allucinazione. Bernàcer non si accontenta di far scorrere la musica, ma la cesella con minuzia, evidenziandone il respiro teatrale e l’urgenza emotiva.

Più discontinuo l’apporto del cast vocale.

Come spesso accade in questo titolo – nella tragedia come nell’opera lirica – al centro della scena non c’è tanto il ruolo eponimo di Macbeth, bensì la fascinosa imponenza teatrale della Lady. Ma non in questa occasione.

L’indisposizione di Monica Zanettin ha costretto Maria Cristina Bellantuono a sostenere il ruolo per tre recite consecutive, nonostante fosse inizialmente prevista sul palco solamente questa sera nella compagnia di canto alternativa. Impegno notevole, considerato il ruolo monstre, ma portato a termine con grande determinazione e professionalità, che vanno certamente sottolineate.

Tuttavia le caratteristiche vocali del soprano, tendenti più molto più al lirico che al drammatico, risultano non troppo calzanti con la parte, complici una tecnica non granitica e un timbro asciutto a tratti fin troppo metallico. Ma ciò di cui sentiamo più la mancanza è la quasi totale assenza di intenzione interpretativa, da cui deriva la pallida bozza di una Lady Macbeth bidimensionale, fuori fuoco, priva di peso drammaturgico e musicale. Non bastano un paio di acuti ben assestati per portare a casa la complessità sfaccettata di una figura che vive di sottile ambiguità tra ambizione spietata e fragilità inconscia. La celebre Scena del Sonnambulismo, momento culminante del suo sgretolamento psicologico, si riduce così a una sequenza sconnessa di tratti isterici e concitata iperattività, sigillando definitivamente una prova opaca e monocorde.

Di tutt’altro peso specifico il Macbeth di Gustavo Castillo che, al debutto nel ruolo, sfodera una prova maiuscola che aiuta a riequilibrare il baricentro drammaturgico della serata. La sua voce imponente, dai toni caldi e bruniti, possiede forza, controllo, immenso volume e un timbro ambrato impreziosito da accenti incisivi e attenta cesellatura del fraseggio. Con grande personalità, il baritono venezuelano tende a sottolineare maggiormente i tratti spietati del Macbeth cinico e violento, le cui spalle si allargano sul fomento della Profezia e la spinta sanguinaria della moglie. Non manca tuttavia il tratteggio curato anche dell’altra faccia – più intima e aderente alle pieghe più intime del suo animo – spia di un uomo solo e pavido, a tratti terrorizzato e in preda alla follia, che con disincantato rimorso sublima la sua disperazione in un “Pietà, rispetto, onore” profondamente toccante, che strappa convinti applausi a scena aperta.

Altro brillante debutto per il Macduff di Ivan Magrì, che arricchisce il suo repertorio con una prima prova eccellente. Interprete partecipe, sa incarnare il filone etico-morale dell’opera con un centrato tocco di purezza vocale e presenza scenica appropriata.

Meno centrato il Banco affidato a Shi Zong, di vocalità possente, ma non troppo rifinita in termini di fraseggio e linea di canto.

Tra i comprimari, spiccano le prove di Elena Malakhovskaya (Dama di Lady Macbeth) e Omar Cepparolli (Medico), che riescono a lasciare il segno anche in pochi minuti sul palco grazie a notevoli qualità vocali e una solida presenza scenica.

Il coro della Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate, sotto la guida di Mauro Trombetta, appare in alcuni passaggi non del tutto a fuoco ma dà un contributo nel complesso funzionale, culminando in un “Patria oppressa” ben centrato per pathos e intensità. Si distingue in particolare il settore femminile, che offre personalità e carattere ai cori delle Streghe.

In un’alternanza di luci e ombre, il pubblico novarese accoglie con entusiasmo convinto il titolo d’apertura, con ovazioni unanimi per protagonisti e direttore.

Macbeth | Teatro Coccia di Novara | 24 gennaio 2026

Melodramma in quattro atti
(versione del 1865)

Libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei
dalla omonima tragedia di William Shakespeare
Musica di GIUSEPPE VERDI
Prima rappresentazione 14 marzo 1847 al Teatro della Pergola di Firenze

CAST

Macbeth Gustavo Castillo
Banco Shi Zong
Lady Macbeth Maria Cristina Bellantuono
Dama di Lady Macbeth Elena Malakhovskaya
Macduff Ivan Magrì
Malcolm Xiaosen Su
Medico Omar Cepparolli
Domestico/Araldo Piero Santi
Sicario Luigi Varriale
Prima apparizione Roberto Messina
Seconda apparizione Erika Fornero
Terza apparizione Agnese Jurkovska
Re Duncano Marco Baldino

Direttore JORDI BERNÀCER
Regia, scene e costumi DANIELE PISCOPO
Light designer Ivan Pastrovicchio

Orchestra Filarmonica Italiana
Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate
Maestro del coro Mauro Trombetta

Produzione Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara

FOTO
#TAGS

Camilla Simoncini

COLLABORATORE DI OPERA MUNDUS APS ETS - Team Recensioni | Critiche

Vuoi pubblicare un nuovo bando un comunicato una news su Opera Mundus?

Compila il modulo

Ti può anche interessare:

Opera Mundus: Dove la tua pubblicità
diventa arte - CONTATTACI

Diventa membro di Opera Mundus Accedi o Registrati

Non sei ancora registrato/a?

Nessun problema, bastano pochi minuti!

Registrazione

Vuoi fare ancora di più?

Diventando socio, supporti la nostra missione e accedi a vantaggi esclusivi.

Opera Mundus ADESIONE

Associarsi a Opera Mundus ti offre l’opportunità di contribuire a progetti innovativi, accedere a risorse esclusive e partecipare a eventi internazionali.

Scopri come puoi fare la differenza con la tua adesione. Diventa socio di Opera Mundus!

Opera Mundus – N.1 in Italia nella TOP-3 dei portali dedicati ai cantanti lirici



La classifica include tutti i principali siti italiani che pubblicano bandi di audizioni, concorsi, masterclass, opera studio e accademie.

Risultati basati su strumenti di analisi web

Sostieni Opera Mundus I tuoi benefici fiscali

E’ detraibile un importo, pari al 30%, delle erogazioni in denaro o in natura effettuate a favore degli enti del Terzo settore.

Nel caso in cui la persona opti per la detrazione, essa ammonterà al 30% dell’importo della donazione stessa, su una donazione massima di 30.000 euro. Ciò significa che sulla donazione massima di 30.000 euro si avrà un risparmio d’imposta di 9.000 euro.

Per quanto riguarda le erogazioni effettuate, invece, da enti e società, per esse è prevista la sola possibilità di deduzione dal reddito imponibile, nel medesimo limite del 10% del reddito complessivo dichiarato previsto per le persone fisiche.

Opera Mundus Bonifico

Opera Mundus APS ETS

BANCA: BANCA DI CIVIDALE S.P.A.

IBAN: IT65J0548412100000005000208

BIC/SWIFT: CIVIIT2C

CAUSALE: donazione/erogazione liberale