Il Cero Votivo che si dona alla “Madonna Granda” (Santa Maria Maggiore) il giorno di Ferragosto o più correttamente collocato il giorno dell’Assunzione, risale al 1300 quando il longobardo Signore della Città Gherardo da Camino imparentato con la famiglia Collalto – citato anche dall’Alighieri nel suo Convivio – affida la città di Treviso alla Vergine Maria quale richiesta di protezione contro i guastati rapporti con il Patriarca di Aquileia.
Storie di cappa e spada nella Marca Trevigiana ma che oltre alle belligeranti attività sono intrise in quegli anni con la leggendaria figura di Gaia (anch’ella citata dal Sommo Poeta nel Canto XVI del Purgatorio) e secoli successivi, anche d’arte, cultura, pittura e musica .
Musica appunto, che giunge con le rievocazioni fino ai giorni nostri e vede consolidarsi il Gala Lirico del Concerto dell’Assunta nel 1980 e fu frutto della passione dell’allora presidente dell’associazione Pro Loco di Treviso Giordano Anselmi, del vicepresidente Arturo Malossi e di Osvaldo Alemanno. Mario Del Monaco aderì al concerto dell’Assunta nel 1982, due mesi prima della sua scomparsa, dando molta rilevanza a all’evento e molti sono i nomi del Belcanto legati a quest’evento che si sono succeduti negli anni e che la città si fregia di aver ospitato nelle sue edizioni.
Il tributo celebrativo di quest’anno accomuna molte ricorrenze: i 150 anni dalla prima rappresentazione di Carmen di Georges Bizet e dalla sua scomparsa, gli 80 anni dalla perdita del compositore verista Pietro Mascagni – protagonista della Giovane Scuola – legato storicamente al teatro di Treviso, i 110 anni dalla nascita di Mario Del Monaco, i 50 anni dalla morte del musicista russo Dmitrij Dmitrievič Šostakovič e, ultimo ma non ultimo, i 10 anni dall’assenza dell’indimenticato per la città, Paolo Trevisi, attore, regista e protagonista anch’egli di tante edizioni del concerto dell’Assunta.
Le pagine musicali del programma non dimenticano oltre a Mascagni e Bizet, Verdi, Puccini, Giordano e quella scia operistica italiana che dall’imprenditore Ricordi si dipanano verso il nascente editore musicale Edoardo Sonzogno che tanta parte ebbe in quella che possiamo definire “la nouvelle vague” del melodramma italiano.
Il ruolo di madrina del Concerto di “Madonna Granda” è affidato alla conduzione di Elena Filini, giornalista e critico musicale la quale, soprattutto nelle ultime edizioni di questo importante e tradizionale appuntamento, grande attenzione riserva alle giovani voci che si affacciano al panorama lirico, offrendo loro così la possibilità esibirsi in una vetrina qualificata e partecipata da oltre 1400 spettatori.
Ed ecco i tre giovani interpreti di rilevanza internazionale: il soprano giapponese Nao Takeuchi (frequenta il biennio di secondo livello in canto lirico presso il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia) , vincitrice della borsa di studio “Toti Dal Monte” promossa dal Comune di Pieve di Soligo in ricordo del celebre soprano; Maria Elena Pepi (partita già giovanissima come voce bianca presso l’Accademia Santa Cecilia e Teatro all’Opera di Roma, ed ora matura e sicura voce laureata in canto barocco e rinascimentale, interprete di importanti ruoli di mezzosoprano) , selezionata nella Fabbrica dell’Opera del Teatro dell’Opera di Roma e già concorrente del Concorso “Voci in Barcaccia” promosso da Rai Radio3; e il tenore cinese Sanlin Wang (laureando al Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia, classe 1998 e vincitore della borsa di studio per migliore voce maschile del Conservatorio di Venezia nel 2022) , primo premio al Concorso lirico Città di Genova, che torna a Treviso dopo la finale al Concorso “Voci In Barcaccia” e numerose affermazioni.
La bacchetta che dirige l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta è un debutto: il direttore e viola solista è Danilo Rossi, docente e prima viola del Teatro alla Scala di Milano il quale ha assunto da pochi mesi l’incarico di nuovo direttore artistico dell’ORV. La sua tinta verdiana emerge decisa nell’ ouverture da “I vespri siciliani” di Giuseppe Verdi e la guida degli elementi orchestrali prosegue con pregevole aderenza e suggestione nell’“Intermezzo” da Cavalleria Rusticana di Mascagni, per poi liberarsi con agilità nel Valzer n.2 di Dmítrij Dmítrievič Šostakovič dimostrando il positivo ed intenso rapporto instaurato tra il neo direttore e gli orchestrali e che tanto riscontro riceve dal pubblico e forte della matura esperienza porta in scaletta anche l’esecuzione del “Pas de deux” da Giselle di Adolphe Adam con la sua viola solista.
Danilo Rossi dà dimostrazione anche di saper legare nuove per lui esecuzioni e giovani voci che ben risultano con le celebri arie e duetti: “Seguidilla”, “Habanera” e “La fleur que tu m’avais jetée” dalla Carmen di Bizet, “Amor ti vieta” da Fedora di Umberto Giordano, “Ebben Ne andrò lontana” da La Wally di Alfredo Catalani, fino ai momenti più intensi di “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini.
La torrida serata ferragostana non ha dato la sensazione di seccare le belle voci ascoltate e sicuramente non ha fiaccato i numerosi e prolungati applausi loro tributati.