Opera Mundus

Treviso, Teatro Mario Del Monaco: Carmen

  • Treviso, Teatro Mario Del Monaco - Carmen -Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso - Stagione Lirica e Concertistica - recensione Opera Mundus (3)

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Se io non voglio, tu non puoi” è il motto che guida nell’attualità del nostro oggi, la campagna contro la violenza sulle donne, e questo principio – ancora oggi disatteso – è straordinariamente calzante sulle vicende affrontate da Carmen nella metà dell’ottocento secondo la novella di Mérimée e portata in musica con l’omonima opéra-comique in quattro quadri da Georges Bizet nel 1875. Sembra che a distanza di secoli nulla sia cambiato.

Resta però innegabile che il messaggio diffuso dal vibrante personaggio femminile è tutt’ora quanto mai importante: La gitana Carmen sceglie, non subisce. È fortemente indipendente; non prigioniera delle convenzioni, delle imposizioni, dei lacci degli amori tossici che pur la sua prorompente sensualità stimolano. Carmen è libera in modo assoluto. Conosce i rischi e le lacerazioni che il suo essere libera comportano, e coerente a sè stessa, fedele a sè stessa, li accetta: “Jamais Carmen ne cédera! Libre elle est née et libre elle mourra! “(Atto IV)

La prematura scomparsa del compositore francese a soli 37 non gratificò la sua vita tormentata da stenti e difficoltà con il successo post mortem che fece della sua Carmen forse l’opera tra le più conosciute e rappresentate nel mondo.

E’ innegabile la potenza evocativa delle musiche e delle famose arie che ci portano a respirare le immagini della città iberica, Siviglia, con la sua Plaza de Toros de la Maestranza nella quale il rituale cruento della tauromachia è quasi un sabba ipnotico ed il toreador Escamillo osannato come un dio. L’antica e barocca Real Fábrica de Tabacos – ora sede universitaria – dalla quale escono a fine turno le madide sigaraie e su di esse gli sguardi puntati degli uomini e tra loro Don José, soldato del corpo di guardia, come altri a digiuno d’amore.

Complici delle disordinate passioni il caldo, l’alcol dolce e generoso del Manzanilla, lo sherry andaluso, le volute del fumo di forti tabacchi, i sinuosi ed ammiccanti gesti della Seguidilla, danza popolare castigliana e non ultima una disinvolta e leggera promiscuità sentimentale legata più alla “joie de vivre” che ad altro e che permeano la vita dei gitani e dei contrabbandieri.

E pensare che George Bizet non aveva mai visitato o soggiornato nella penisola iberica e ciò nonostante, le frequentazioni parigine con artisti spagnoli riparati in terra francese a seguito della severa censura culturale vigente in Spagna a causa dell’inquieta situazione politica, influenzarono non poco lo spartito del compositore e pianista che catturò – ad esempio in Habanera (L’amour est un oiseau rebelle) – le musiche di El Arreglito composte anni prima da Sebastián Yradier.

Al Teatro Mario Del Monaco l’ultima rappresentazione dell’opera risale al 2006 ed ancora vivida nei ricordi dei trevigiani è la produzione del 1995 con la regia di Hugo de Hana. In questo 2025 Carmen torna in Treviso che apre il sipario cogliendo la doppia occasione: celebra il 150° anniversario della prima rappresentazione avvenuta all’ Opéra-Comique di Parigi e anno stesso della scomparsa del grande compositore, con una nuova e fortunata coproduzione tra il Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, il Teatro Sociale di Rovigo, la Fondazione Teatro di Pisa e la Fondazione Rete Lirica delle Marche e con la regia di Filippo Tonon il quale, con Carla Galleri cura anche i costumi. Le luci sono Fiammetta Baldisseri, e le coreografie di Maria José Leon Soto.

Nella seconda metà dell’800 l’Europa è interessata dalla grande rivoluzione industriale e coinvolge pienamente le trasformazioni e innovazioni che avvengono nella società. I cambiamenti significativi influenzano la cultura, il pensiero, i costumi e nuovi stili di vita, trasformando di fatto, il tessuto sociale e modificando la scala delle priorità ad esso associate e non da tutti, soprattutto dalle classi operaie, assorbite.

È questo il fil rouge che spinge il regista Tonon a scegliere un’ambientazione incombente di strutture industriali pre belliche rappresentanti una sorta di docks o banchine di scambi portuali, nei quali si assembrano vite di lavoratori, lavoratrici, sorveglianti, bambini e varia umanità già fagocitati dall’inarrestabile sistema produttivo. Il periodo è lo stesso che vede la nascita dell’opera e la lettura visiva si colloca senza trauma ancor più legata dai costumi pienamente fedeli al capolavoro bizetiano e descritto dai suoi librettisti Henri Meilhac e Ludovic Halévy.

La buona Orchestra di Padova e del Veneto è diretta dal Maestro Marco Angius il quale, soprattutto verso l’ultima parte dell’esecuzione tramuta in evanescente e non sempre sembra tenere in pienezza il ritmo narrativo orchestrale e all’ascolto, si impasticcia con i tempi dei tacchi battuti sulle assi dai danzatori di flamenco.

Il cast scritturato è ben bilanciato e ogni voce appropriata ai ruoli.

Il giovane timbro mezzosopranile morbido, caldo e dal temperamento svettante di Caterina Piva rende Carmen ben tormentata nei suoi desideri contrastati tra passioni, timori e voglia di libertà irrinunciabile. L’agilità ed il fraseggio l’aiutano a sopperire qualche resa in rigidità. La sensuale femminilità della gitana è di efficace presenza scenica.

Il tenore Jean-Francois Borras tratteggia con convinzione un Don José che perde, per gelosia, il lume della ragione. Il timbro è sicuro, ampio, possiede importanti spinte di tenuta vocale drammatica senza storpiare in canto stentoreo e bilancia mezzevoci suadenti nelle linee vocali di supplica. La madrelingua francese – ça va sans dire, se mai c’è bisogno di sottolinearlo – rende impeccabile il tutto.

Francesca Dotto è la timorata Micaela. La voce sopranile è credibile nel tratto del personaggio: ricco di sfumature, struggente e musicale sensibilità unita ad una buona presenza scenica, sortisce bene il profilo di una donna sopraffatta dal senso del dovere devoto.

L’Escamillo di Claudio Sgura è di indubbio impatto scenico; molte sue interpretazioni ne hanno decretato in recitazione il ruolo di leader imperioso e, senza difficoltà, il passo e la statura in palcoscenico lo convalidano. Il baritono ben si adatta al ruolo dell’osannato eroe matador con il buon timbro brunito e la buona ampiezza vocale che porta in volumi ben resi.

Eleonora Filipponi è una pastosa Mercédès dal colore scuro e Angelica Disanto è Frasquita dalle dinamiche colorature, tutte e due vengono talvolta penalizzate da alcune incursioni orchestrali.

Timbri di solidità e ben calibrati sia in Zuniga di Alessandro Ravasio che in Moralès di Said Gobechiya

Il Remendado del tenore Roberto Covatta e il Dancairo del baritono William Hernandez fanno puntuale squadra vocale e credibili contrabbandieri.

Sorprende la vivace bravura dei piccoli cantori del Coro di Voci Bianche del Teatro Sociale di Rovigo, pregevolmente preparatati dal Maestro del Coro Francesco Toso, i quali sembrano aver assorbito l’ottimo esempio da segnalare per efficacia e compattezza del Coro Lirico Veneto guidato da Alberto Pelosin.

Prima dell’opera grande partecipazione a Oltre la Scena, immancabile appuntamento nel quale Elena Filini accompagna alla lettura critica di ogni rappresentazione.

Il teatro è sold out ed il pubblico dimostra partecipato il proprio apprezzamento tributando per alcuni minuti calorosi applausi agli interpreti. Che a Treviso non è cosa scontata.

Carmen | 5 dicembre 2025 | Treviso, Teatro Mario Del Monaco

Opéra-comique in quattro atti di Georges Bizet
Libretto Henri Meilhac

Produzione Comune di Treviso – Teatro Mario Del Monaco, Comune di Padova – Teatro Verdi, Comune di Rovigo – Teatro Sociale

CAST

Carmen Caterina Piva

Don José Jean-François Borras

Micaëla Francesca Dotto

Escamillo Claudio Sgura

Frasquita Angelica Disanto

Mercédès Eleonora Filipponi

Dancairo William Hernandez

Remendado Roberto Covatta

Zuniga Alessandro Ravasio

Moralès Said Gobechiya

 

Orchestra OPV Orchestra di Padova e del Veneto
Direttore d’Orchestra Marco Angius
Coro Coro Lirico Veneto
Coro di Voci Bianche Teatro Sociale di Rovigo
Regia e scene Filippo Tonon
Costumi Filippo Tonon e Carla Galleri
Assistente alla regia Veronica Bolognani
Luci Fiammetta Baldiserri
Coreografie Maria José Leon Soto
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Chiara Casarin

VICE PRESIDENTE ONORARIO DI OPERA MUNDUS APS ETS - Team Recensioni | Critiche, Interviste

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